Siamo partiti in una caldissima giornata di estate: il 18 agosto, giorno peraltro del mio compleanno, destinazione Mexico City via Parigi. Il volo intercontinentale è interminabile e l’atterraggio abbastanza sofferto. La cosa particolare è che, essendo Mexico City a una altitudine elevata, non si è sentito l’aereo scendere ma è come se la terra ci fosse venuta incontro. In mezzo al caos dell’aeroporto facciamo il biglietto per il taxi e fuori un bel temporale ci accoglie. Come ogni metropoli che si rispetti le cose che più saltano agli occhi sono il traffico e il trambusto, lo sporco nelle strade di gran passaggio e i clacson mai in silenzio. Arriviamo in un albergo che sembra arredato dagli Addams, con paramenti pesanti e mobili in legno scuro tutto intarsiati, ma comunque comodo e pulito. Usciamo per comprare qualche cibo di sostentamento alternativo J Siamo stanchissimi e, appena rientrati in albergo, l’effetto jet lag ci fa subito apprezzare il comodo letto. L’indomani sveglia all’alba: abbiamo l’ultimo breve volo che ci separa dal vero inizio delle nostre vacanze. Ed eccoci a volare sopra il mar di Cortes dove aleggia il ricordo di Love Boat che faceva sempre scalo ad Acapulco.... Il mare è azzurro, sembra calmissimo e ci fa venire voglia di un bel bagno!  Arrivati a La Paz fa un caldo incredibile. Il trasferimento verso il Cantamar avviene con aria condizionata al massimo. Appena si lascia la città, ecco i panorami che si hanno nell’immaginario collettivo quando si pronuncia la parola Messico! Deserti rocciosi, cactus e spiagge deserte. Arriviamo al nostro albergo: il primo impatto non è dei migliori... siamo relativamente vicini a una raffineria e subito alle spalle della collina c’è il porto da dove partono i traghetti che attraversano il Mar di Cortes. Mettiamo a posto l’attrezzatura: ogni sub ha un suo spazio all’aperto, protetto da un reticolato con tanto di porticina e lucchetto. Facciamo qualche altro giro: c’è la piscina e una spiaggia. Proviamo a prendere il sole ma l’impresa è impossibile. Non tira un soffio di vento e il caldo è insopportabile. Il mare non è così invitante, troppo plancton, e la pelle ne risente. Passiamo la maggior parte del pomeriggio a oziare in piscina. Mi viene la prima crisi isterica quando nel bagno della camera trovo quello che io chiamo uno scarafaggione ma che lì chiamano molto più romanticamente Cucarache!!! Vediamo tornare tutti i sub che erano usciti in barca dal mattino presto e non vediamo l’ora di andare anche noi ad immergerci. Bobbysub è talmente impaziente che dopo poco, quando vede un gruppetto che parte per la notturna, gli corre dietro per aggregarsi. Nella sua fretta dimentica di rimontare la lampadina sulla torcia J ma se ne accorge in tempo. Lo portano al faro, appena fuori dal piccolo porticciolo che è parte integrante dell’albergo: una “bella” notturna a 15m con unica fauna costituita da vermoni lunghi 1m... una mezza delusione... e soprattutto ancora non sapeva quanto la avrebbe pagata... 45$!!!! Primo giorno di immersioni! Finalmente, ci si stavano asciugando le branchie. Come raccomandato da tutti i corsi di subacquea OWD, partiamo con una colazione leggera a base di FAGIOLI, UOVA e SALSICCIA!!! Davvero non pensavo che avrei potuto mangiare roba del genere alle 7.30 del mattino! Sulle lavagne al porticciolo leggiamo l’associazione tra i nostri nomi e la destinazione: Los Islotes, colonia di leoni marini. La barca è molto comoda. Si caricano bombole per 3 immersioni ciascuno e si salpa. La navigazione è molto piacevole, mare calmo e panorami mozzafiato. Costeggiamo una enorme isola (Isla de Spiritu Santo), totalmente selvaggia e senza un filo d’ombra. Per quanto bella, deve fare un caldo da inferno (e pensare che ci avevano offerto di fare là 3giorni di campeggio.... a un prezzo peraltro modesto... 800$!! Meno male che non abbiamo accettato!). Dopo circa un paio d’ore spuntano questi speroni di roccia nel mare. Man mano che ci si avvicina, si guarda tutti incuriositi: leoni m arini decisamente spaparanzati su ogni masso emerso. E’ ora di vestirci. Sento uno strano odore e dopo essermi guardata attorno con sospetto, capisco che la causa è la colonia di uccelli che abita questi isolotti.... rido per aver pensato male dei miei vicini di barca J Durante il briefing ci viene spiegato che i cuccioli sono nati verso l’inizio di luglio. Hanno poco più di un mese e sono curiosi e giocosi. I papà invece sono alquanto protettivi per cui occorre non avvicinarsi troppo e soprattutto captare alcuni segni premonitori del fatto che si è troppo invadenti e nel caso allontanarsi. Io, molto coraggiosa di natura, so che non mi avvicinerò molto... Ci buttiamo. Siamo più o meno a 4m. Mi ritrovo in mezzo a un branco di sub che agitano chi le pinne chi le braccia per invitare i cuccioli a giocare con loro. Nel mentre io pascolo lì intorno ma a un certo punto vedo un’ombra sopra me: è un cucciolo a cui piaccio particolarmente. Dopo aver provato invano ad addentare le mie pinne mi gironzola attorno e alla fine si posiziona sulla mia bombola... so che c’è ma non riesco a vederlo. Decido di allontanarmi ma lui mi segue e a un certo punto mi addenta una spalla: spaventata da questa leggera pressione mi scosto con impeto e i suoi denti mi fanno un pochino male ma nulla di che: la mia fuga continua e a quel punto alzo gli occhi e capisco di essere al centro dell’attenzione di tutti i sub che prima si sbracciavano... alcuni mi indicano di stare calma... perchè??? Non sono mica agitata J ho solo un cucciolo (i cui canini sono paragonabili a quelli di un dobberman.....) che mi insegue e attenta alle mie pinne! Per fortuna si stufa e a un certo punto mi lascia in pace. Bobbysub in tutto questo è rimasto a filmarmi divertito... [continua] |